Affrontare una diagnosi di decadimento cognitivo rappresenta spesso un vero e proprio terremoto emotivo, sia per chi riceve la diagnosi sia per chi offre cura e sostegno. Queste esperienze possono trasformare profondamente la vita quotidiana, generando preoccupazioni, fatiche e domande complesse.
L’esperienza maturata in contesti come ASUGI (Azienda Sanitaria di Trieste) e ASP Città di Bologna nell’Area Decadimento Cognitivo e Demenze, mi ha permesso di comprendere da vicino la complessità delle emozioni e delle difficoltà vissute da chi attraversa questi momenti e da chi se ne prende cura (Caregiver).
Per questo ho sviluppato percorsi di supporto psicologico specifici, pensati sia per le persone direttamente coinvolte sia per caregiver e familiari. L’obiettivo è fornire strumenti per riconoscere e gestire emozioni, sensi di colpa e il carico psicologico che spesso accompagna queste situazioni.
Screening e stimolazione cognitiva
Vengono offerti percorsi di screening neuropsicologici finalizzati a delineare con precisione il quadro cognitivo di ciascuna persona. Queste valutazioni permettono di identificare eventuali aree di difficoltà e di orientare, se necessario, verso visite più approfondite su eventuale invio del Medico (MMG) verso i Centri di Valutazione territoriale per Demenze (CDCD).
Nei casi in cui sia già presente una diagnosi, l’intervento si concentra su protocolli mirati a stimolare le funzioni cognitive preservate, promuovendo esercizi e attività che valorizzino la percezione di autoefficacia. L’approccio mira a sostenere le capacità presenti, migliorare la gestione delle attività quotidiane e favorire un senso di competenza e autonomia, con un percorso personalizzato sulle esigenze e sulle potenzialità di ciascuno.
